Categoria: Uncategorized

  • Dermatite atopica: cos’è e come controllarla

    La dermatite atopica è una malattia infiammatoria della pelle che si presenta sotto forma di chiazze di dimensioni variabili, arrossate e secche, che prudono e tendono a desquamarsi o a formare croste. Queste manifestazioni possono presentarsi in molte parti del corpo contemporaneamente – ad esempio cuoio capelluto, arti, gomiti, mani e viso – oppure sempre nella stessa zona di cute. La prevalenza nei Paesi occidentali è abbastanza alta: si stima che ne soffra tra il 10% e il 20% dei neonati e bambini e tra l’1% e il 3% degli adulti. Ci sono molte ipotesi sulle sue cause, che coinvolgono anche il sistema immunitario.

    Impatto psicologico e rischio di infezioni

    Questa patologia ha un forte impatto sulla qualità di vita: da un lato le manifestazioni cutanee possono causare imbarazzo, specie nei più giovani. Il prurito, talvolta molto intenso, crea notevole fastidio, insieme alla desquamazione che ne deriva. Non dimentichiamo poi che grattarsi può causare infezioni batteriche, che complicano il quadro clinico.

    Come cambiano i sintomi durante l’anno

    Questa malattia mostra un’evoluzione nel corso della vita del paziente: la dermatite atopica alterna, infatti, fasi acute ad altre di remissione. Ma non solo, perché anche nel corso dell’anno le sue manifestazioni mutano: gli agenti atmosferici contribuiscono a un peggioramento o a un miglioramento dei sintomi della dermatite atopica. Ad esempio molti soggetti osservano un aggravamento delle manifestazioni in inverno, sia perché il freddo indebolisce lo strato corneo della cute, sia perché il microclima degli ambienti chiusi, in cui si trascorre più tempo, è spesso troppo secco a causa dei sistemi di riscaldamento. Al contrario, durante l’estate la situazione in alcuni casi migliora, anche se occorre fare attenzione all’aria condizionata, al vento e al sudore che possono irritare la pelle.

    Partiamo dall’igiene personale

    Accanto alle terapie, di cui parliamo più avanti, è importante seguire alcuni consigli riguardanti l’igiene personale, l’alimentazione e il modo di vestirci. Per quanto concerne il modo di lavarsi, chi soffre di dermatite atopica dovrebbe:

    • Evitare docce o bagni prolungati per non seccare e sensibilizzare ulteriormente la cute. La doccia ideale non deve superare i cinque minuti;
    • Evitare di usare acqua troppo calda per prevenire shock termici: la pelle atopica è delicata e ha uno strato corneo sottile e vulnerabile, pertanto è meglio stare attorno ai 36 gradi;
    • Evitare detergenti, shampoo e saponi aggressivi che contengano tensioattivi e schiumogeni. Meglio optare per prodotti delicati e specifici;
    • Evitare di asciugarsi strofinando vigorosamente l’asciugamano sulla pelle: meglio tamponare gentilmente, preferendo tessuti naturali come il cotone;
    • Dopo essersi asciugati, è importante applicare creme specifiche, utili a mantenere idratata la pelle.

    Alimentazione e integrazione

    Anche l’alimentazione è importante. Oltre a essere equilibrata, varia e sana, fondata sui precetti della dieta mediterranea, dovrebbe essere ricca di sali minerali e, soprattutto, vitamine. Va poi sottolineato l’importanza di una buona quantità di fibre per favorire la salute del microbiota intestinale. Molti studi si sono concentrati sull’utilità di alcuni probiotici da assumere per via orale.

    Quanto conta come ci vestiamo

    Infine qualche consiglio riguarda il modo di vestirci. Dal momento che la pelle atopica si irrita e facilmente, è fondamentale usare abbigliamento e biancheria in fibre naturali. In generale la persona con dermatite atopica dovrebbe attenersi alle seguenti regole:

    • Evitare i tessuti potenzialmente irritanti per la pelle quali lana, fibre sintetiche, stoffe grezze o molto spesse, preferendo quelli in cotone 100 per cento;
    • Evitare indumenti non traspiranti o troppo attillati perché possono indurre una copiosa sudorazione, a sua volta irritante sulla cute;
    • Usare detersivi ipoallergenici per fare il bucato. Quando facciamo la lavatrice, impostiamo sempre il doppio risciacquo.
  • Barriera cutanea? Miglioriamola modulando la TEWL

    La pelle è un organo fondamentale del nostro corpo: oltre a essere il più esteso, svolge anche un’importante funzione di protezione da batteri, da altri agenti causa di infezioni e da sostanze tossiche e aggressive. Per questo è importante prendersene cura: è la nostra prima linea di difesa dal mondo esterno. Non a caso è dimostrato che più la pelle è irritata e danneggiata, meno è in grado di proteggerci, rendendoci così più vulnerabili all’ambiente esterno. Esistono vari parametri per valutare l’efficienza della funzione di barriera della nostra pelle e dunque la sua salute. Uno di questi ha a che fare con il livello di idratazione cutanea: infatti, la funzione di barriera è integra quando la cute è idratata.

    Che cos’è la TEWL

    Per quantificare la funzione di barriera si impiega, tra gli altri, un indice che ha proprio a che fare con l’idratazione: è la TEWL (Transepidermal Water Loss, perdita d’acqua transepidermica) che misura la quantità di acqua che evapora passivamente verso l’ambiente esterno, attraverso lo strato corneo della pelle (quello più superficiale e resistente). Dobbiamo considerare infatti che l’acqua, insieme alle proteine e ai grassi contenuti, conferisce a questo strato superficiale morbidezza, flessibilità ed elasticità. Quando però lo stato di idratazione si riduce perché l’acqua evapora eccessivamente, la pelle diventa secca e ruvida e si possono osservare screpolature anche importanti.

    Cosa fa variare la perdita d’acqua transepidermica

    I livelli di TEWL possono essere influenzati da fattori diversi. Ad esempio:

    • Area del corpo. Fisiologicamente alcune aree di cute mostrano livelli più alti di TEWL rispetto ad altre;
    • Età. Con l’invecchiamento la pelle tende a diventare più secca: non a caso negli anziani la TEWL aumenta;
    • Condizioni climatiche. Temperatura, vento, umidità possono influenzare gli scambi di acqua dagli strati interni a quelli esterni della cute;
    • Inquinamento ambientale. Questo è dimostrato causare un aumento della TEWL, probabilmente per via dei danni causati dai radicali liberi. Uno studio del 2022 pubblicato da Skin Health and Disease ha dimostrato in particolare come l’inquinamento da particolati e da biossido di azoto causi danni ossidativi alle cellule epiteliali, aumentando la perdita d’acqua transepidermica;
    • Patologie dermatologiche. Valori di TEWL elevati si rilevano in pazienti affetti da malattie della pelle di tipo infiammatorio che causano secchezza cutanea, come ad esempio la dermatite atopica o la psoriasi.

    Le creme idratanti modulano la TEWL

    Come correre ai ripari? Sicuramente, accanto al monitoraggio dei fattori scatenanti come appunto inquinamento e condizioni climatiche, una corretta idratazione della pelle può controbilanciare un’eccessiva perdita d’acqua transepidermica. L’efficacia dell’impiego di creme idratanti non è dimostrata solo dall’esperienza clinica, ma anche da alcuni studi.

    Quali creme scegliere per ridurre la perdita di acqua

    Oggi sul mercato esistono creme idratanti che hanno dimostrato di poter modulare proprio i livelli di TEWL agendo in modo diretto ed efficace sulla funzione di barriera cutanea, già a partire dall’infanzia. La composizione delle creme, le loro texture e la presenza di alcuni ingredienti può agire in questo senso: tra questi ultimi c’è ad esempio il Polyglyceryl Sorbityl Glicirretinato, un derivato della liquirizia che garantisce un’azione lenitiva ideale anche nei bambini.

    Ricordiamo infine che la funzione di barriera è garantita anche dalla salute del microbiota cutaneo, di cui specifiche creme nutrienti possono favorire la varietà in termini di batteri “buoni”.

  • L’importanza di idratare la pelle dei bambini

    Quando pensiamo alla pelle di neonati e bambini immaginiamo sempre una sensazione di piacevole morbidezza. Purtroppo non è sempre così: la loro cute, quanto o più di quella degli adulti, può spesso essere secca e disidratata, in particolare in alcune fasi della loro vita. Si tratta di un problema non di poco conto, dal momento che la pelle è l’organo che ci protegge dal mondo esterno: quando non è sana può favorire il passaggio di agenti patogeni e causare notevoli fastidi e infezioni. Proprio per prevenirli è dunque utile che la cute sia mantenuta in salute partendo da una buona idratazione.

    La fisiologica secchezza della pelle dei neonati

    Consideriamo infatti che la pelle dei neonati è ancora in fase di sviluppo, e così anche nei primi mesi di vita: una scarsa idratazione cutanea viene spesso osservata dal momento che le loro ghiandole sebacee – la cui funzione è quella di produrre una miscela di grassi destinati a mantenere la pelle morbida – non sono ancora ben funzionanti. Ciò rende la cute secca, sottile e fragile e dunque meno resistente ai batteri, ma anche a sostanze irritanti e allergeni.

    Quali sono le cause della secchezza cutanea?

    Accanto al fisiologico processo di crescita che può comportare squilibri nella composizione cutanea, esistono anche altre cause di secchezza cutanea nei bambini. Talvolta questi problemi persistono ben oltre i primi mesi di vita. Per esempio:

    • Cause genetiche. Alcuni bambini sono naturalmente più predisposti alla secchezza cutanea. Su questo aspetto, purtroppo, si può fare poco;
    • Cura inadeguata della pelle. L’uso di detergenti aggressivi può contribuire a rimuovere il naturale strato superficiale cutaneo, compromettendone la funzione di barriera protettiva;
    • Clima secco. L’aria secca disidrata la pelle più facilmente: ciò capita spesso d’inverno con i riscaldamenti accessi;

    Corriamo subito ai ripari

    Come comportarsi allora? In linea generale in presenza di specifiche cause è naturalmente necessario correre ai ripari. Con trattamenti specifici oppure migliorando le condizioni che favoriscono la secchezza: più umidità ambientale se il bimbo vive in luoghi secchi o con l’uso di detergenti non schiumogeni e prodotti per la pelle anallergici e delicati. Tuttavia un punto importante resta, per tutti, la corretta idratazione cutanea per mezzo di creme delicate e a prova di allergie.

    Come scegliere e applicare le creme idratanti

    Le creme idratanti devono essere un alleato per i bimbi con pelle secca: devono essere impiegate tutti i giorni, e sempre dopo il bagnetto. Una volta lavato, il piccolo deve essere asciugato impiegando teli di cotone e senza sfregare, ma piuttosto tamponando la pelle. Una volta asciutto, la crema deve essere spalmata su tutto il corpo, con delicatezza e operando movimento circolari simili a un massaggio utile a farla penetrare nella pelle. Ma come scegliere la crema ideale? Scuramente è importante che sia priva di ingredienti aggressivi e che sia leggera, fluida e facile da stendere: non deve infatti ungere pelle. Sono utili componenti come l’acido lattico, un postbiotico che contribuisce a preservare il naturale microbiota cutaneo.

  • Insonnia, attenzione alla luce!

    L’insonnia rappresenta il disturbo del sonno più noto ed è il più frequente tra i disturbi psichiatrici: stime ritengono che interessi oggi nella forma cronica dal 10 al 13 per cento della popolazione italiana e nelle forme acute e transitorie fino al 60 per cento. Un sonno ristoratore è fondamentale per la salute psicofisica diurna: sappiamo infatti che dormire male ha conseguenze negative sulle performance fisiche e cognitive ma è anche dannoso per la funzione immunitaria e rappresenta un fattore di rischio per numerose patologie gravi, da quelle cardiovascolari a quelle respiratorie fino a quelle del sistema nervoso.

    La luce blu ostacola il sonno

    Non sempre pensiamo a quanto la luce abbia un peso decisivo sulla qualità del sonno. Per questo motivo, come spiegano gli esperti, la stanza in cui dormiamo dovrebbe essere sufficientemente buia e non dovrebbe ospitare altro che l’essenziale per dormire: no quindi a tv o computer che ci potrebbero spingere a restare troppo a lungo davanti agli schermi che, con la loro luce, tendono a ritardare il sonno. È infatti dimostrato che l’inquinamento luminoso che caratterizza il mondo in cui viviamo è veramente dannoso per il riposo: l’uso frequente di dispositivi elettronici durante la notte può favorire insonnia, ma anche irritabilità. In particolare, da tempo si parla molto di quanto la luce blu emessa dagli schermi digitali di smartphone, tablet e computer possano ostacolare il sonno: alcuni studi in passato avevano mostrato come queste riducano la naturale produzione di melatonina, sostanza nota per essere associata ai ritmi sonno-veglia.

    Occhio alle lampadine in camera da letto

    Questa sostanza, che ha il compito di favorire il sonno, viene naturalmente prodotta dal nostro organismo, in presenza di buio, mentre la sua secrezione si riduce con le prime luci dell’alba. Infatti, la luce blu è presente anche nella luce solare diurna.

    Facciamo quindi attenzione all’uso che i nostri figli fanno di tablet e altri dispositivi: stabiliamo un “coprifuoco” almeno un’ora prima di andare a letto, sostituendo il tempo che trascorrerebbero usandoli con altre attività rilassanti offline. Per la stessa ragione, se il nostro piccolo ha bisogno di luce durante la notte scegliamo lampadine notturne a luce rossa o arancione! Più in generale, usiamo per la camera da letto lampadine a luce calda.

    L’indiscussa utilità della melatonina

    Accanto a queste buone norme, l’impiego di un integratore a base di melatonina può rappresentare un aiuto per ritrovare con facilità il sonno, in quanto favorisce l’addormentamento in modo naturale e senza gli effetti collaterali dei farmaci. Tuttavia come per tutti gli altri integratori alimentari, anche la melatonina deve essere inserita nel contesto di uno stile di vita sano e di buone regole di igiene del sonno.

    Le buone norme di igiene del sonno

    Ecco allora le principali accortezze segnalate a questo proposito dall’Accademia italiana di medicina:

    • Corichiamoci la sera e alziamoci al mattino a orari regolari, costanti e quanto più possibile consoni alla nostra tendenza naturale al sonno;
    • Evitiamo di assumere bevande a base di caffeina nelle ore serali;
    • Evitiamo cene ipercaloriche, iperproteiche o comunque abbondanti;
    • Facciamo passare qualche ora tra la cena e il momento di coricarci;
    • Evitiamo di dedicarci la sera ad attività coinvolgenti sul piano mentale, come studiare o giocare ai videogiochi;
    • Evitiamo di fare esercizio fisico a tarda ora, che ha un effetto eccitante;
    • Evitiamo di fare sonnellini troppo lunghi e in momenti diversi rispetto al dopo pranzo.
  • Probiotici e dermatite atopica

    La dermatite atopica è una condizione infiammatoria della pelle che provoca lesioni e arrossamenti, accompagnati da un prurito intenso e talvolta insopportabile. Si ritiene che l’assunzione di probiotici per via orale possa contribuire a prevenire questa patologia, che rappresenta un problema significativo, soprattutto considerando l’ampio numero di persone colpite, in particolare tra i bambini. Questo numero è addirittura in aumento: si calcola infatti che la dermatite atopica riguardi oggi il 20% dei bambini e il 10% degli adulti nei Paesi ad alto reddito.

    Salute intestinale e microbiota intestinale

    Ma in che modo questi preziosi alleati della salute intestinale possono essere di supporto? In numerosi studi clinici il lavoro dei ricercatori si è concentrato sulla centralità del microbiota intestinale nello sviluppo di sensibilizzazioni e allergie.

    Cosa succede nell’intestino di chi ha la dermatite atopica

    A quanto sappiamo oggi, infatti, una disbiosi – cioè un’alterazione della flora batterica intestinale – contribuisce allo sviluppo di condizioni infiammatorie tra cui le allergie e l’atopia. Questo vale in particolare quando le disbiosi avvengono nel corso dei primi anni di vita: non è dunque un caso che i bambini colpiti da dermatite atopica, asma o rinite allergica presentino una composizione del microbiota diversa rispetto ai bambini sani, in particolare in termini di ridotta varietà di specie batteriche.

    Non esistono diete per curare la dermatite atopica

    Infine, la correlazione tra microbiota e dermatite atopica ha portato alcuni studiosi a ipotizzare un’influenza diretta dell’alimentazione sul rischio di sviluppare o peggiorare questa patologia cutanea. Non ci sono, al momento attuale, certezze assolute tanto che è ancora oggi impossibile prescrivere vere e proprie diete per prevenire o curare la dermatite atopica. Per queste ragioni sono da sconsigliare tutte quelle diete, di cui spesso si sente parlare in rete, proposte a questo specifico scopo: l’eliminazione arbitraria di alcuni alimenti dalla dieta in quanto ritenuti responsabili della dermatite atopica non ha alcun senso e anzi potrebbe causare carenze nutrizionali.

    L’unica certezza che abbiamo è che in alcuni casi la riduzione della frequenza di assunzione di alcuni alimenti potrebbe contribuire a controllare la sintomatologia, ma non il decorso della malattia.

  • Strategia e lancio di Lichtena Luna & Stelle

    Un progetto di successo per Lichtena Luna & Stelle, l’integratore di melatonina per bambini

    Il sonno dei bambini è un elemento essenziale per il loro benessere e la serenità della famiglia. Per supportare i genitori nella gestione di questo aspetto, il nostro team ha curato il lancio di Lichtena Luna & Stelle, un innovativo integratore a base di melatonina, pensato per favorire un riposo sereno e naturale nei più piccoli.

    Sfida: un posizionamento efficace per un prodotto delicato

    Il mercato degli integratori per bambini richiede un approccio particolarmente attento, che coniughi scientificità, fiducia e una connessione relazionale. L’obiettivo era creare una strategia di lancio che enfatizzasse la sicurezza e l’efficacia di Lichtena Luna&Stelle, rendendolo un punto di riferimento per i genitori alla ricerca di soluzioni naturali per il sonno dei loro bambini, in un’atmosfera fiabesca e rilassata.

    Proposta: una strategia di lancio multi-canale che punta sul beneficio portato dal prodotto

    Per garantire un’ampia visibilità e costruire una comunicazione efficace, abbiamo sviluppato un piano strategico completo che ha coinvolto diversi canali e strumenti:

    • Sezione dedicata sul sito: Abbiamo realizzato una landing page informativa per presentare il prodotto, spiegandone i benefici e le modalità d’uso in modo chiaro e rassicurante.
    • Attività social: Creazione e gestione di contenuti dedicati per raccontare i vantaggi di Lichtena Luna & Stelle e sensibilizzare il pubblico su un tema importante come il sonno dei bambini.
    • Social media marketing con i creators: Collaborazioni con influencer e creator specializzati in parenting e benessere infantile per generare fiducia e aumentare la consapevolezza del prodotto.
    • Spot per YouTube: Ideazione e produzione di un video promozionale per spiegare il funzionamento del prodotto in modo semplice e coinvolgente, rivolgendosi direttamente ai genitori.
    • Pagina pubblicitaria: Creazione di una campagna adv mirata per massimizzare la visibilità di Lichtena Luna & Stelle presso il target di riferimento.
    • Materiale per la farmacia: Realizzazione di brochure, espositori e materiali informativi per supportare i farmacisti nella presentazione del prodotto ai clienti.

    Risultati: Un posizionamento solido e un’ampia partecipazione

    Grazie a questa strategia multi-canale, il lancio di Lichtena Luna & Stelle ha ottenuto un’ottima accoglienza da parte del pubblico. Le attività digitali hanno generato un alto livello di engagement.

    L’approccio integrato ha permesso di posizionare Lichtena Luna & Stelle come una soluzione affidabile e naturale per il sonno dei bambini, garantendo ai genitori un valido alleato per il benessere notturno dei più piccoli.

  • TheramexMed: design e sviluppo del nuovo sito

    Un portale innovativo per i medici ginecologi ricco di servizi e informazioni

    Nel settore medico, l’accesso a informazioni affidabili e strumenti digitali intuitivi è fondamentale. Il nostro team ha avuto l’opportunità di lavorare al design e sviluppo del nuovo sito di servizi TheramexMed, una piattaforma progettata per supportare i medici ginecologi con risorse avanzate e un’interfaccia user friendly.

    Sfida: un portale digitale per ginecologi

    Theramex, azienda leader nei servizi per la salute della donna, necessitava di una piattaforma digitale che combinasse accessibilità, usabilità e gestione ottimale dei contenuti.
    L’obiettivo principale era offrire un’esperienza utente fluida, con una navigazione chiara e strumenti di supporto pensati per i ginecologi, con un approccio moderno e con contenuti di altissimo valore scientifico.

    Proposta: contenuti di valore ed un design moderno e funzionale

    Abbiamo affrontato il progetto di design e sviluppo del sito TheramexMed seguendo un approccio centrato sull’utente e sulle esigenze dei ginecologi. Il nostro lavoro ha incluso:

    • Naming, per garantire coerenza e riconoscibilità del brand;
    • UX e UI design, per un’esperienza utente intuitiva e accattivante;
    • Benchmarking, per individuare le migliori soluzioni digitali nel settore medico;
    • Analisi e bonifica contenuti, assicurando qualità e aggiornamento delle informazioni;
    • Stesura di nuovi articoli, per offrire contenuti utili e mirati ai ginecologi;
    • Ottimizzazione dei contenuti presenti nel vecchio sito.
    • Sviluppo piattaforma e back-hand WordPress.

    Grazie a un layout pulito e un’estetica professionale, il nuovo portale garantisce un’esperienza di navigazione ottimale per i ginecologi.

    Risultati: aumento dell’interazione e del tempo di permanenza

    Il lancio del nuovo sito ha migliorato l’interazione tra ginecologi e piattaforma, aumentando il tempo di permanenza e facilitando l’accesso alle informazioni.
    Il feedback ricevuto evidenzia un’elevata soddisfazione per la semplicità d’uso e la qualità del design.
    Il design e sviluppo del sito TheramexMed rappresenta un esempio di come la tecnologia possa supportare il settore sanitario, migliorando l’accesso alle risorse digitali per i ginecologi.

  • Tumore allo stomaco: una campagna per la diagnosi precoce

    Sensibilizzare le persone sul tumore allo stomaco attraverso una strategia multicanale.

    Ogni anno sono circa 15.000 nuove diagnosi di tumore allo stomaco, con 82.400 persone attualmente viventi dopo una diagnosi. Il carcinoma gastrico è una patologia aggressiva, spesso diagnosticata in fase avanzata, con un alto tasso di recidive. Tuttavia, grazie ai progressi terapeutici, negli ultimi 12 anni sono stati evitati oltre 42.000 decessi. Nonostante ciò, solo un caso su cinque viene individuato precocemente. Per rispondere a questa criticità, l’Associazione Pazienti “Vivere Senza Stomaco si Può” ODV ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Punto e a capo, il nuovo capitolo della mia vita“, con il supporto non condizionante di Astellas.
    L’obiettivo principale è informare e sensibilizzare cittadini e clinici per favorire diagnosi precoci e migliorare i percorsi di cura.

    Sfida

    Far conoscere i campanelli d’allarme per una diagnosi precoce attraverso una campagna di sensibilizzazione verso le persone, i pazienti ed i caregiver.

    Proposta

    La campagna si è sviluppata attraverso una strategia di comunicazione multicanale, integrando diversi strumenti e formati per massimizzare l’impatto e il coinvolgimento del pubblico.
    Spot e Video per la Sensibilizzazione con un testimonial riconosciuto: Massimiliano Ossini

    Campagna di affissione nelle metropolitane di Roma e Milano, nel mese dedicato al tumore gastrico

    Una sezione dedicata alle testimonianze sul sito dell’associazione.
    con una landing page dedicata, contenente storie di coraggio e speranza di pazienti, medici e caregiver che hanno affrontato il tumore gastrico.
    La pagina ha fornito risorse informative, supportando il pubblico nella comprensione della patologia e dei percorsi terapeutici.
    La diffusione del messaggio è stata potenziata attraverso una campagna sui social, con contenuti educativi, video-testimonianze e dirette interattive con esperti. Sono stati promossi post sponsorizzati e challenge per incrementare la partecipazione attiva degli utenti.

    Risultati:

    La campagna, presentata ufficialmente in una conferenza stampa a fine ottobre, è iniziata il 1° novembre, con il picco di visibilità nell’ultima settimana del mese e la chiusura il 30 novembre, giornata dedicata alla patologia.

  • “Non Prenderti sotto Gamba” podcast

    Il racconto come strumento di comunicazione e awareness

    Raccontare storie, da sempre, è il modo migliore per comunicare in maniera empatica ed emozionale. Nelle attività di disease awareness raccontare storie è fondamentale, per questo abbiamo pensato, scritto e prodotto un podcast che raccontasse storie interessanti, coinvolgenti ed emozioanti per parlare di salute della donna. Abbiamo inserito inoltre delle informazioni di patologia e dei consigli pratici grazie ad interviste ad opinion leader di riconosciuto valore.

    Sfida: Intrattenere educando

    L’obiettivo era quello di provare a parlare alle donne di insufficienza venosa cronica in maniera nuova, empatica e coinvolgente, cercando di fornire un servizio che potesse aumentare la consapevolezza della patologia, attraverso strumenti giovani ed in linea con la filosofia aziendale.

    Proposta: Storie memorabili

    Raccontare storie di donne nelle quali le ascoltatrici potessero identificarsi, raccogliendo e collezionando consigli e messaggi utili riguardo l’insufficienza venosa cronica.

    Abbiamo trovato il giusto bilanciamento tra intrattenimento e intervista per creare un podcast piacevole e interessante.

    Insieme all’azienda cliente abbiamo attivato strumenti di online advertising e PR per far conoscere il podcast e amplificarne l’ascolto.

    Risultati: Grande apprezzamento anche dagli addetti ai lavori

    Il podcast “Non Prenderti Sotto Gamba” ha avuto un grande successo di pubblico in termini di ascolti e gradimento, ed ha vinto il 54° Media Key Awards nella categoria podcast. Questa attività, insieme alle altre attività messe in atto dall’azienda Cliente, ha contribuito a mantenere ottime le performance aziendali.

  • Strategia di comunicazione multicanale per Argivit

    Nuova energia digitale, posizionamento e canali per distinguersi nel mercato degli integratori sportivi

    Abbiamo progettato tutta la comunicazione digitale per ARGIVIT, aggiornamento del sito, apertura della pagina Facebook e del profilo Instagram, definito una strategia di comunicazione multicanale, identificato i target principali e secondari attivato campagne di digital advertising, instaurato collaborazioni con testate di settore ed influencer.
    L’obiettivo era aprire un nuovo mercato per ARGIVIT.

    Sfida

    In piena pandemia cercare nuovi canali per fa conoscere un integratore dalla forte connotazione sportiva che non aveva mai avuto una comunicazione digitale e che ha sempre sfruttando la comunicazione più classica del farmaco.

    Proposta

    Identificare subito dei taget precisi: runner, ciclisti, triatleti, studiare messaggi specifici per i target, dare autorevolezza ai messaggi tramite la collaborazione con influencer di rilievo, attivare tutti i canali digitali per amplificare i messaggi (social, online adv, press).

    Dare al pubblico valore sotto forma di conoscenza sugli integratori, tips sullo sport, il riposo, le attrezzature.

    Attuare una strategia volta a farlo conoscere il prodotto, posizionarlo come high level e poi invogliare all’acquisto.

    Risultati

    Argivit dopo più di due cicli di comunicazione multicanale è diventato il primo prodotto dell’azienda come fatturato, il mercato “sportivo” ha oggi lo stesso valore del mercato “non sportivo”.