La dermatite atopica è una malattia infiammatoria della pelle che si presenta sotto forma di chiazze di dimensioni variabili, arrossate e secche, che prudono e tendono a desquamarsi o a formare croste. Queste manifestazioni possono presentarsi in molte parti del corpo contemporaneamente – ad esempio cuoio capelluto, arti, gomiti, mani e viso – oppure sempre nella stessa zona di cute. La prevalenza nei Paesi occidentali è abbastanza alta: si stima che ne soffra tra il 10% e il 20% dei neonati e bambini e tra l’1% e il 3% degli adulti. Ci sono molte ipotesi sulle sue cause, che coinvolgono anche il sistema immunitario.
Impatto psicologico e rischio di infezioni
Questa patologia ha un forte impatto sulla qualità di vita: da un lato le manifestazioni cutanee possono causare imbarazzo, specie nei più giovani. Il prurito, talvolta molto intenso, crea notevole fastidio, insieme alla desquamazione che ne deriva. Non dimentichiamo poi che grattarsi può causare infezioni batteriche, che complicano il quadro clinico.
Come cambiano i sintomi durante l’anno
Questa malattia mostra un’evoluzione nel corso della vita del paziente: la dermatite atopica alterna, infatti, fasi acute ad altre di remissione. Ma non solo, perché anche nel corso dell’anno le sue manifestazioni mutano: gli agenti atmosferici contribuiscono a un peggioramento o a un miglioramento dei sintomi della dermatite atopica. Ad esempio molti soggetti osservano un aggravamento delle manifestazioni in inverno, sia perché il freddo indebolisce lo strato corneo della cute, sia perché il microclima degli ambienti chiusi, in cui si trascorre più tempo, è spesso troppo secco a causa dei sistemi di riscaldamento. Al contrario, durante l’estate la situazione in alcuni casi migliora, anche se occorre fare attenzione all’aria condizionata, al vento e al sudore che possono irritare la pelle.
Partiamo dall’igiene personale
Accanto alle terapie, di cui parliamo più avanti, è importante seguire alcuni consigli riguardanti l’igiene personale, l’alimentazione e il modo di vestirci. Per quanto concerne il modo di lavarsi, chi soffre di dermatite atopica dovrebbe:
- Evitare docce o bagni prolungati per non seccare e sensibilizzare ulteriormente la cute. La doccia ideale non deve superare i cinque minuti;
- Evitare di usare acqua troppo calda per prevenire shock termici: la pelle atopica è delicata e ha uno strato corneo sottile e vulnerabile, pertanto è meglio stare attorno ai 36 gradi;
- Evitare detergenti, shampoo e saponi aggressivi che contengano tensioattivi e schiumogeni. Meglio optare per prodotti delicati e specifici;
- Evitare di asciugarsi strofinando vigorosamente l’asciugamano sulla pelle: meglio tamponare gentilmente, preferendo tessuti naturali come il cotone;
- Dopo essersi asciugati, è importante applicare creme specifiche, utili a mantenere idratata la pelle.
Alimentazione e integrazione
Anche l’alimentazione è importante. Oltre a essere equilibrata, varia e sana, fondata sui precetti della dieta mediterranea, dovrebbe essere ricca di sali minerali e, soprattutto, vitamine. Va poi sottolineato l’importanza di una buona quantità di fibre per favorire la salute del microbiota intestinale. Molti studi si sono concentrati sull’utilità di alcuni probiotici da assumere per via orale.
Quanto conta come ci vestiamo
Infine qualche consiglio riguarda il modo di vestirci. Dal momento che la pelle atopica si irrita e facilmente, è fondamentale usare abbigliamento e biancheria in fibre naturali. In generale la persona con dermatite atopica dovrebbe attenersi alle seguenti regole:
- Evitare i tessuti potenzialmente irritanti per la pelle quali lana, fibre sintetiche, stoffe grezze o molto spesse, preferendo quelli in cotone 100 per cento;
- Evitare indumenti non traspiranti o troppo attillati perché possono indurre una copiosa sudorazione, a sua volta irritante sulla cute;
- Usare detersivi ipoallergenici per fare il bucato. Quando facciamo la lavatrice, impostiamo sempre il doppio risciacquo.